Alberto Contador vince, anzi stravince e convince. La passerella conclusiva di Milano celebra lo strapotere dello spagnolo e consegna il Giro numero 94 al più forte corridore degli ultimi anni. Un dominio assoluto, fatto di vittorie e concessioni, come si deve ad un monarca illuminato, quasi un imperatore. Milano è in festa e anche il popolo del ciclismo, che ritrova un fuoriclasse e si gode la magia di una maglia rosa capace di dominare in lungo e in largo questo Giro. Un campione gentiluomo, non un cannibale, dal volto più umano e pronto ad affrontare con serenità il giudizio del TAS. Il divario che Contador ha saputo mettere tra sé e il primo dei suoi avversari è abissale, talmente grande da non sembrare vero. E questo potrebbe incidere sul giudizio. A Nibali e Scarponi sono rimaste le briciole, anzi, la gioia di lottare per un secondo posto che, alla luce della corsa, vale quanto un primo. Se a Milano non fosse arrivato Contador in maglia rosa, la cronometro conclusiva probabilmente sarebbe stata ago della bilancia nell'assegnazione della maglia rosa. E Scarponi un degno guerriero per la vittoria finale. Tuttavia, questo non è accaduto, e il popolo del ciclismo ha accettato il verdetto, omaggiando “el campeon” su tutte le strade. Ora la palla passa sul piano extrasportivo, dove la magia dei pedali, dell'avventura e della strada, lasceranno il posto a carte bollate e controdeduzioni. Peccato, perché senza questa appendice la favola sarebbe stata ancora più a lieto fine. Il Tour de France bussa alle porte e con questo Contador al via lo spettacolo sarebbe assicurato. E gli italiani? Le indicazioni uscite dal Giro sono positive, ma di certo lontane da suscitare grandi emozioni. Nibali e Scarponi si sono contesi la palma degli umani, il resto non è pervenuto, se non uno squillo di tromba di Ale Jet Petacchi e uno splendido acuto di Oscar Gatto, la prima di Ulisi e Tiralongo. Ivan Basso è avvisato: tutte le aspettative per la maglia gialla saranno riposte su di lui.
Ultima nota di cronaca: a David Millar va la crono conclusiva all'ombra del Duomo, una vittoria importante, anche se offuscata dal bagliore di Contador.
Cristian Torri
Ordine d'arrivo
1 David Millar (Team Garmin Cervelo) 30'13”
2 Alex Rasmussen (HTC Highroad) a 7”
3 Alberto Contador (Saxo Bank Sungard) a 36”
4 Richie Porte (Saxo Bank Sungard) a 43”
5 Yaroslav Popovych (Team RadioShack) a 55”
Classifica generale finale (maglia rosa)
1 Alberto Contador (Saxo Bank Sungard) 84h05'14”
2 Michele Scarponi (Lampre ISD) a 6'10”
3 Vincenzo Nibali (Liquigas Cannondale) a 6'56”
4 John Gadret (AG2R La Mondiale) a 10'04”
5 Joaquím Rodríguez (Katusha Team) a 11'05”
6 Roman Kreuziger (Astana) a 11'28”
7 José Rujano (Androni Giocattoli) a 12'12”
8 Denis Menchov (Geox-TMC) a 12'18”
9 Steven Kruijswijk (Rabobank) a 13'51”
10 Kanstantsin Sivtsov (HTC Highroad) a 14'10”