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Il Lussemburgo esalta Appollonio

E venne il giorno di Davide Appollonio. Dopo l'ottimo Giro d'Italia, che lo ha visto protagonista senza acuti, il molisano del Team Sky è riuscito a piazzare la zampata vincente nella terza tappa del Giro di Lussemburgo, Eschweiler - Roost di 186 chilometri. Un arrivo a ranghi compatti che ha esaltato lo spunto veloce di Appollonio, caparbio nel resistere al ritorno di Galimzyanov. Dopo il successo in una frazione dell Tour de Limousin del 2010, il molisano firma così la sua seconda vittoria da professionista.

Per la cronaca, a guidare la classifica generale è sempre Linus Gerdemann (Leopard Trek).

Ordine d'arrivo:

1 Davide Appollonio (Sky) 4h44'31”

2 Denis Galimzyanov (Katusha)

3 Mickaël Delage (FDJ)

4 Romain Feillu (Vacansoleil DCM)

5 Pieter Vanspeybrouck (Topsport Vlaanderen Mercator)

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Ad Arona vince lo spettacolo

Festa, tante festa ad Arona per la tradizionale del kermesse del dopo Giro d'Italia. Tanti i campioni al via, così come tante sono state le persone che hanno affollato il percorso. Una notte spettacolare, per vivere le emozioni del grande ciclismo e osservare da vicino gli eroi delle due ruote. Nibali, Scarponi, Garzelli, Petacchi, nessuno ha voluto mancare al grande appuntamento. E alla fine lo spettacolo è stato all'altezza dei grandi eventi. Tre le gare in programma: derny, eliminazione e scratch. Nella prima prova a trionfare sono stati il campione italiano di specialità, Alessandro Bertolini, in coppia con Yaroslav Popovych, guidati dall'allenatore Fabio Perego. Lotta serrata anche nell'eliminazione, dove Michele Scarponi le ha provate tutte per aggiudicarsi la prova, ma ha dovuto soccombere al ritorno di Alessandro Petacchi, vincitore davanti al giovane Giacomo Nizzolo. Finale di serata dedicato allo scratch, preceduto da un minuto di silenzio dedicato a Wouter Weylandt. E dopo la commozione Vincenzo Nibali si è imposto davanti a Michele Scarponi e Stefano Garzelli, quasi una rivincita del Giro, anche se ora tutti gli sguardi sono già rivolti al Tour.

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Ivan Basso ospite del circuito di Arona

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Intervista a Ivan Basso dopo la decisione del varesino di non partecipare a nessuna kermesse post Giro d'Italia. Sul volto del campione della Liquigas Cannondale si scorgono ancora i postumi della rovinosa caduta durante l'allenamento sull'Etna.

 

Contador el super campeon

Alberto Contador vince, anzi stravince e convince. La passerella conclusiva di Milano celebra lo strapotere dello spagnolo e consegna il Giro numero 94 al più forte corridore degli ultimi anni. Un dominio assoluto, fatto di vittorie e concessioni, come si deve ad un monarca illuminato, quasi un imperatore. Milano è in festa e anche il popolo del ciclismo, che ritrova un fuoriclasse e si gode la magia di una maglia rosa capace di dominare in lungo e in largo questo Giro. Un campione gentiluomo, non un cannibale, dal volto più umano e pronto ad affrontare con serenità il giudizio del TAS. Il divario che Contador ha saputo mettere tra sé e il primo dei suoi avversari è abissale, talmente grande da non sembrare vero. E questo potrebbe incidere sul giudizio. A Nibali e Scarponi sono rimaste le briciole, anzi, la gioia di lottare per un secondo posto che, alla luce della corsa, vale quanto un primo. Se a Milano non fosse arrivato Contador in maglia rosa, la cronometro conclusiva probabilmente sarebbe stata ago della bilancia nell'assegnazione della maglia rosa. E Scarponi un degno guerriero per la vittoria finale. Tuttavia, questo non è accaduto, e il popolo del ciclismo ha accettato il verdetto, omaggiando “el campeon” su tutte le strade. Ora la palla passa sul piano extrasportivo, dove la magia dei pedali, dell'avventura e della strada, lasceranno il posto a carte bollate e controdeduzioni. Peccato, perché senza questa appendice la favola sarebbe stata ancora più a lieto fine. Il Tour de France bussa alle porte e con questo Contador al via lo spettacolo sarebbe assicurato. E gli italiani? Le indicazioni uscite dal Giro sono positive, ma di certo lontane da suscitare grandi emozioni. Nibali e Scarponi si sono contesi la palma degli umani, il resto non è pervenuto, se non uno squillo di tromba di Ale Jet Petacchi e uno splendido acuto di Oscar Gatto, la prima di Ulisi e Tiralongo. Ivan Basso è avvisato: tutte le aspettative per la maglia gialla saranno riposte su di lui.

Ultima nota di cronaca: a David Millar va la crono conclusiva all'ombra del Duomo, una vittoria importante, anche se offuscata dal bagliore di Contador.

Cristian Torri

 

Ordine d'arrivo

1 David Millar (Team Garmin Cervelo) 30'13”

2 Alex Rasmussen (HTC Highroad) a 7”

3 Alberto Contador (Saxo Bank Sungard) a 36”

4 Richie Porte (Saxo Bank Sungard) a 43”

5 Yaroslav Popovych (Team RadioShack) a 55”

 

Classifica generale finale (maglia rosa)

1 Alberto Contador (Saxo Bank Sungard) 84h05'14”

2 Michele Scarponi (Lampre ISD) a 6'10”

3 Vincenzo Nibali (Liquigas Cannondale) a 6'56”

4 John Gadret (AG2R La Mondiale) a 10'04”

5 Joaquím Rodríguez (Katusha Team) a 11'05”

6 Roman Kreuziger (Astana) a 11'28”

7 José Rujano (Androni Giocattoli) a 12'12”

8 Denis Menchov (Geox-TMC) a 12'18”

9 Steven Kruijswijk (Rabobank) a 13'51”

10 Kanstantsin Sivtsov (HTC Highroad) a 14'10”

 

Giro d'Italia, 21a tappa: Milano - Milano (crono)

Alberto Contador "ammazza" il Giro d'Italia (Foto Bettini) GUARDA LA GALLERY FOTOGRAFICA COMPLETA SUL SITO DI ROBERTO BETTINI

 

 

 

 

 

 

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Il podio finale del Giro (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

 

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La gioia di Alberto Contador (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

 

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Alberto Contador festeggia il successo al Giro d'Italia (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

 

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Il vincitore della crono: David Millar (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

 

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Il direttore Roberto Bettini si prepara a scattare le ultime foto del Giro 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daniele Righi, in una ironica maglia nera, si gode qualche momento di riposo prima della partenza (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

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Il "Trofeo senza fine" è arrivato all'ombra del Duomo di Milano (Foto Bettini)

 

 

 

 

 

 

 

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La partenza della crono conclusiva del Giro (Foto Bettini)

 

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